Due Mondi Magici Ricchi di Antica Saggezza

Aggiornamento: mag 25


Come esprimere al meglio i pensieri ed i forti sentimenti che scaturiscono osservando due popoli così diversi e così affascinanti come il popolo indiano ed il popolo tibetano e le loro culture millenarie e misteriose.

Si possono osservare entrambi da vicino uscendo ed entrando dalle Riserve Tibetane in India.

L’India ruba il cuore affascinando con mille colori sgargianti, festosi, spettacolari, ammalia con profumi dolciastri, inebrianti, acuti, avvolge con una natura a volte selvaggia altre volte esotica ma sempre esagerata ed appariscente, rallegra, frastorna e confonde con le musiche, i suoni, i canti ed i rumori più disparati e strabilianti.

Dopo una lunga e snervante attesa alla piccola dogana di confine all’entrata delle Riserve Tibetane vieni conquistato da pulizia e ordine ineccepibile. I colori tenui e delicati sul giallo, ocra e bianco delle costruzioni vengono rallegrati da decorazioni simboliche dorate e dalle vivaci bandierine di preghiera che agghindano le case, i grandi terrazzi ed i giardini curati.

Dagli imponenti Monasteri si affacciano mille volti assorti nei loro Insegnamenti e si respira profonda cultura. Nelle strade polverose si muovono silenziosamente e a passo deciso affaccendati monaci e operosi laici che pregano sommessamente. Profumi di incensi si mischiano con l’aroma meraviglioso di fiori e alberi da frutta. Nessuno è fermo a riposare ma tutto è movimento, preghiera e lavoro.

Due civiltà multi-millenarie che ci parlano di Karma e di reincarnazione, del susseguirsi di vite dopo vite degli esseri fino al raggiungimento della Liberazione: che per l’Induismo è Se’ Immortale mentre per il Buddhismo è Illuminazione.

Due patrimoni culturali inestimabili che sono fonti e radici di tutte le nostre conoscenze e che si fondono sulla responsabilità personale delle nostre azioni, azioni che seguendo compiacenti il nostro egocentrismo e la nostra ignoranza, sono la causa unica delle nostre afflizioni e di tutti i nostri patimenti. Civiltà che ci regalano la visione che tutto, sofferenza come felicità, nasce unicamente da cause e condizioni create da noi in questa vita o nelle nostre vite precedenti.

I Saggi ci indicano il Sentiero per la Salvezza nel desiderare di abbandonare il samsara e nel rifugiarsi nel Dharma. La traduzione di molti testi definisce questo passaggio di consapevolezza “disgusto del samsara” mentre in altri si legge “rinuncia del samsara”.

Personalmente credo che i Maestri nella loro infinita Saggezza intendessero che non bisogna attaccarsi ed aggrapparsi con bramosia a nulla. Pur essendo consapevoli delle maraviglie come delle negativita’ che incontriamo nelle nostre vite dovremmo sempre essere non coinvolti e pensare che tutto è e resta Impermanenza vivendo ogni momento e qualunque cosa ci succeda in pace, serenità e con una mente calma e concentrata nella ricerca della Realtà Ultima.

Ammiriamo estasiati la infinita Saggezza di due Universi così diversi ma entrambi così antichi, così inscrutabili, così seducenti, così profondi, così magici.


Dharma Teacher Marina


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