I Giardini dei Dibattiti e la Meditazione Analitica

Aggiornamento: gen 15


Nella tradizione Buddhista tibetana la validità di una dottrina filosofica, di un Insegnamento, di un testo è determinata dal suo rigore logico. I concetti vengono elaborati, analizzati, meditati per arrivare ad essere veramente convinti degli stessi e poterli mettere in pratica con piu’ facilità.


Nei monasteri tibetani infatti è tradizione millenaria che gli allievi dopo le lezioni, l’unico pasto giornaliero ed il lavoro quotidiano si ritrovino nei “Giardini dei Dibattiti” a discutere animatamente sui vari Insegnamenti ricevuti nella giornata contestandoli o rafforzandoli fino ad esserne convinti. A volte pur alzandosi la mattina prima delle 4, la sera ci si sofferma in dette aree fino a mezzanotte. Questa consuetudine antichissima li guida tramite il confronto e la ricerca, e a volte nei passaggi piu’ complessi ed impegnativi anche sotto la guida dei Maestri, a comprendere e a familiarizzare con ogni passaggio studiato.


Buddha stesso trasmise questa norma ai Suoi Discepoli affermando molto chiaramente:

“I monaci e i discepoli devono esaminare i miei detti proprio come un orafo saggia l’oro con il fuoco e poi tagliandolo e sfregandolo. Solamente allora le mie parole devono essere accettate, non per riguardo a me.”

Non credete a qualche cosa perchè è stata ripetuta da molte persone, anche se è

stata trovata nelle Sacre Scritture.”


Poiche’ al giorno d’oggi non sempre abbiamo facilmente la possibilità di ritrovarci e confrontarci con il nostro Sangha o con i nostri Maestri il Buddhismo ci ha regalato l’impareggiabile sostegno della Meditazione Analitica. Ecco perche’ la Meditazione Analitica è di cosi’ vitale importanza per la crescita nel Percorso Spirituale.


Ma che cosa è la Meditazione Analitica vi chiederete?

La Meditazione Analitica è una Meditazione tipica del Buddhismo tibetano ed è finalizzata, tramite l’analisi e la verifica degli Insegnamenti a comprendere la Vera Natura dell’oggetto su cui si stà meditando e la Vera Natura della Realtà che nel Buddhismo si chiama “Realtà Ultima”. Questa Meditazione va eseguita ogni volta che si ascolta una Lezione o si studia un Testo Sacro e serve a memorizzare ed assimilare meglio ciò che si è ascoltato o letto, a capirne meglio le ragioni e ad analizzarne i contenuti per raggiungerne una comprensione completa.

Per addestrare la nostra mente ad eliminare i difetti mentali ed a trasformare le nostre abitudini in benefiche e positive bisogna essere completamente convinti e credere fermamente nella validità di ciò che si studia. Confutando e dibattendo le varie parti della Dottrina si riesce ad arrivare a una convinzione totale di ciò che ci è stato insegnato, cancellando così in noi ogni dubbio e rafforzando il nostro credo nello stesso.


Ma come si fa questa Meditazione?

Quando abbiamo una frase, una preghiera, un brano, un concetto su cui vogliamo meditare bisogna approfondire ed elaborare il testo ascoltato o letto sviscerando

tutte le problematiche relative alle affermazioni del testo. Ovviamente tutto ciò ci dovrebbe portare a essere convinti di quello che impariamo.


Per farvi un esempio facciamo finta di meditare sulla meraviglia che rappresenta un fiore:

  1. prima dovremmo considerarne la bellezza stupefacente, il colore attraente, il profumo intenso, la delicatezza raffinata

  2. poi dovremo ammettere che sfiorirà, si seccherà, cadrà sul terreno diventando bruttissimo

  3. però dovremmo alla fine ammettere che l’esistenza del fiore fa godere a molti esseri della sua bellezza, rende la natura coloratissima ed incantevole, permette ad altri esseri viventi p.es. gli animali selvatici, le mucche, le api di nutrirsi e di nutrirci, continua lo sviluppo della natura e cadendo fertilizza il terreno continuando il ciclo della vita.

Quindi dopo la nostra Meditazione Analitica sul fiore possiamo affermare senza alcun dubbio che il fiore è sicuramente una meraviglia della natura.


Contrariamente a molte altre religioni in cui la fede cieca è necessaria per credere anche a situazioni ed a dogmi non comprensibili per la nostra mente umana, nella tradizione Buddhista la validità di una dottrina filosofica è determinata dalla sua coerenza razionale. Ne consegue che nel processo di comprensione e definizione dei fenomeni esterni ed interni, dobbiamo fare ricorso al ragionamento. Gli Insegnamenti devono essere analizzati alla luce della ragione e la loro validità viene riconosciuta solo dopo esserne stati convinti.

Le parole di Buddha sono lì per essere esaminate e vanno esaminate.


S.S. il Dalai Lama ci conferma infatti:

“Una delle caratteristiche più affascinanti della Cultura Buddhista è che chi la pratica ha il diritto di prenderne in esame gli Insegnamenti. Anche le parole dell’Insegnante possono essere sottoposte ad esame.”


Dharma Teacher Marina

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