L’ANEDDOTO DEL GIOIELLO

Aggiornamento: apr 3


Un giorno, un giovane discepolo, tormentato dal dubbio, si recò dal Maestro, s’inchinò davanti a lui e gli pose questa domanda: “Venerabile Maestro, qual è la persona veramente felice?”

Il Maestro non rispose direttamente alla domanda, ma raccontò questo aneddoto:

«Una volta, un mercante del nord partì per un lungo viaggio nell’India centrale, dove visitò villaggi e città. In una di queste ebbe la fortuna di trovare al mercato alcuni gioielli di squisita fattura a prezzi veramente convenienti. E allora pensò di acquistarne qualcuno per farne tre regali: innanzitutto, uno per il re, perché si doveva sdebitare con lui per un grandissimo favore che aveva ottenuto in passato; il secondo per un suo vicino, quale segno di una vera amicizia che durava da anni; e il terzo per un vecchio mendicante del suo paese, così da poterlo aiutare economicamente senza offenderlo.

Sennonché, durante il viaggio di ritorno per le impervie strade dell’Himalaya, la carovana venne assalita da alcuni banditi, così che il mercante si ritrovò con uno solo dei tre gioielli. Arrivato al suo paese, non sapeva a chi dei tre destinatari regalarlo; ma poiché gli capitò d’incontrare per primo il vecchio mendicante, mosso da compassione lo porse a lui come ricordo del lungo viaggio. Ma il mendicante (persona povera, ma dignitosa) lo rifiutò gentilmente, dicendo: “Chi – come me – si accontenta di ciò che ha, è già ricco e felice e non cerca di più.”

Arrivato a casa, trovò ad attenderlo l’amico, venuto per festeggiarlo. Da persona veramente saggia, lo ringraziò ma non accettò il gioiello, dicendo: “Chi – come me – desidera solo ciò che ha, è già felice e non cerca di più.”

All’indomani, il mercante veniva ricevuto alla sfarzosa corte del re, al quale presentò il famoso gioiello – per lui tanto più prezioso perché gli consentiva finalmente di completare una rara e costosa collezione, per la quale si dava inutilmente da fare da vari anni. “Grazie! – esclamò contento – sei stato davvero intelligente, perché hai capito che per giudicare se una persona è felice o no non si deve valutare ciò che ha, ma quel che le manca.”

Detto questo, il Maestro tacque. E il discepolo – che l’aveva ascoltato attentamente – esclamò: “Ben detto, o Venerabile! ben detto!” e se ne andò, soddisfatto della risposta.


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