LE VIRTÙ DELLA VERA BELLEZZA

Forse mai come in questi anni abbiamo bisogno di bellezza in un mondo contrassegnato dall'opprimente dilagare della volgarità, del brutto e dall’omologazione dei gusti e degli stili.

La bellezza salverà il mondo, è una frase così abusata da risultare banale, ma Dostoevskij non si riferisce alla bellezza estetica, che è cura di sé, quanto alla bellezza che risiede nella verità e nella giustizia. È soltanto la bellezza vera, oggettiva, che salva dal nichilismo, vera malattia spirituale del nostro tempo e regala al mondo un’esperienza di benessere: ridona vita, luce, calore, all’uomo deluso e confuso e ripiegato su se stesso.

Quando ci troviamo in un luogo bello, che sia una città o un paesaggio, quando incontriamo persone positive e gioiose, percepiamo un senso di benessere e ci sentiamo di appartenere ad un cosmo armonioso e ospitale, accolti miracolosamente da forze buone. La bellezza ha il potere, forse più di ogni altro fattore, di unire con sublime facilità le persone, di farle trovare così vicine e unite senza alcuno sforzo.

La bellezza non è un’idea, ma un’esperienza. Non è un concetto da elaborare e nemmeno un canone estetico trasmesso ossessivamente dai media, ma è un’energia da percepire e in cui entrare. La bellezza ha molte virtù, ma per poterla riconoscere, è necessario impegnarsi in un percorso di educazione estetica che induce elle relazioni umane e nella vita di ogni giorno e nel nascosto delle persone: la bellezza della generosità, dell’intelligenza, dell’onestà. Una bellezza molto meno evidente, ma più profonda e duratura.


Chi sa apprezzare la bellezza è persona aperta, indifesa, perché non ha barriere, e per questo è vera e trasparente. In questo stato è molto più naturale e facile essere con gli altri, perché lasciamo che gli altri ci vedano per quello che siamo: la bellezza di essere se stessi, senza maschere sociali. Curare la bellezza è fare esperienze sinestesiche attraverso un approccio polisensoriale capace non soltanto di acquisire una consapevolezza corporea, ma di guidarci verso scelte più responsabili e indurci ad avere maggior cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiente in cui viviamo.

La questione estetica ha implicazioni sociali e culturali e ha a che fare con l'armonia, il bello, l'equilibrio, l'autostima, l'identità. Ecco allora che l'esperienza estetica diventa momento educativo perché permette all’individuo di raggiungere il fine ultimo del suo agire: la felicità.




Ai giovani vorrei lasciare questo pensiero: avvicinatevi alla bellezza che può diventare un'autentica medicina dell'anima in grado di farvi rinascere, di restituirvi emozioni e sentimenti, di aprirvi in modo più autentico alla realtà. Abbiate cura del vostro corpo e della vostra immagine, senza esserne vittime. La vera bellezza è la vostra vera identità, ciò che di più vero e autentico è in voi.

Essere se stessi è qualcosa che richiede coraggio e volontà di affrontare le proprie debolezze, i propri difetti, ma è il dono più grande che ciascuno può fare al mondo. Riconoscere e donare bellezza allontana dal materialismo imperante e avvicina a Dio.

Prof. Dario Polatti Sociologo


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