Un importante esempio per ricominciare a sorridere

Aggiornato il: gen 14


Le persone di tutto il mondo che seguono con attenzione, impegno e affetto la vita e le tradizioni del Tibet sviluppano con il tempo grande ammirazione per la cultura millenaria e per i comportamenti e le consuetudini etici ed empatici di questo popolo, antiche usanze che vengono ormai preservate soprattutto nelle Riserve, che l’India ha magnanimamente concesso a questi esuli e dove sia monaci che laici si sono rifugiati dopo l’invasione cinese.


In questi villaggi recintati da confini invalicabili, se non con permessi speciali, tutte le costruzioni hanno la caratteristica di possedere sui tetti spaziosi terrazzi dove salire soprattutto alla sera per ottenere sollievo dall’implacabile afa del giorno indiano facendosi rinfrescare dalla brezza notturna.


All’alba e dopo il tramonto dall’alto di questi veroni si percepisce ininterrottamente il sommesso bisbigliare dei Mantra sussurrati mentre si lavora, si cammina, si opera, si vive, un brusio che ammaglia ipnoticamente e benefica cuore e mente e che risuona attraverso tutti gli edifici riempiendo l’aria con la misteriosa energia di una grande spiritualità.


La notte un tappeto magico di miriadi di stelle pacifica corpo ed animo mentre tutti i fiori dei giardini e della foresta sottostanti espandono le loro fragranze incantando.


Solo dei rumori lontani, costanti e continui turbano il fascino di tale meraviglia per quasi tutta la notte. Sono i monaci e gli altri residenti che, dopo aver finito le loro attività giornaliere aiutano i rifugiati arrivati da poco a costruire la casa ed a trasformare la giungla in terreno coltivabile.


C’è veramente da meditare stupefatti e commossi sulla differenza di significato delle parole Altruismo, Generosità e Compassione, tra Occidente ed Oriente.


In questo periodo così particolare e difficile per l’esistenza di tutti noi esseri umani bisognerebbe seguire questo modello in tutta la sua positività.


Invece di aprire i nostri cuori all’Amore Universale stiamo innalzando all’infinito le mura invalicabili del nostro egocentrismo e ci richiudiamo nella fittizia sicurezza delle nostre abitazioni. La pandemia ci ha incarcerato nelle ombre piu’ oscure della nostra mente. La paura ci ha reso schiavi di questo karma collettivo.


Invece di divenire ancora più saggiamente consapevoli che qualunque sofferenza, anche quella attuale, come ogni felicità, sono in realtà impermanenti ci lasciamo trascinare dalla impetuosa corrente dell’angoscia. Distanziamento sociale è solo una precauzione momentanea, non deve farci degenerare in una nuova natura che ci isola nella solitudine.


Lasciamoci guidare dal luminoso esempio dei monaci e dei rifugiati delle Riserve Tibetane e con fatica ma determinazione aiutiamoci tutti a mantenere aperti i cuori, a ritrovare insieme serenità e vigore, a confortarci con la gioia di essere rinati in una così preziosa e rara vita umana, a sostenerci per non cadere nella tristezza e nella depressione.


Il popolo tibetano ci guida con il Suo indomito coraggio nell’aver ripreso a vivere attraversando montagne perigliose ed invalicabili, affrontando e combattendo malattie sconosciute e terribili e trasformando giungle impenetrabili e selvagge in quieti villaggi sereni e seducenti.


Appoggiamoci l’uno all’altro e ce la faremo anche noi a ricominciare a sorridere.


Dharma Teacher Marina

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