Il Rifugio

Aggiornato il: 10 dic 2020

Ogni Pratica di Dharma che si rispetti inizia con la Presa di Rifugio.

Sia essa un Insegnamento, ricevuto o conferito, la recitazione di una Lode, di un Mantra o una Pratica meditativa, tutto ha inizio, SEMPRE, con il Rifugio.

Ma di cosa si tratta?

Perché recitarne la formula ogni volta?

Questo costituisce effettivamente il Rifugio?

È davvero necessario farlo?

Le tecniche di meditazione associate al Rifugio sono numerose ed è compito di un Maestro Insegnarle, perciò non le tratteremo in questo breve articolo, il quale ha il solo scopo di rispondere per quanto possibile alle domande di cui sopra.

Riflettiamo, cos’è un rifugio?

Se cerchiamo la definizione sul web, ecco ciò che appare:




Riparo, difesa, protezione, molto chiaro non trovi?

Si tratta di uno spazio entro il quale ci sentiamo protetti da un pericolo

o da una paura e tale spazio può essere sia fisico, che interiore ovvero

spirituale.



Per rispondere quindi alla prima domanda, è necessario porsi altre domande: siamo in pericolo? Di cosa dovremmo avere paura?


In effetti, non esiste alcun rifugio per chi non ha nulla da temere!

Un Praticante è una persona che riflettendo sulla propria condizione umana trova motivi che la spingono ad avvicinarsi ad una religione che risponda alle sue necessità interiori.


Le persone non spirituali potrebbero invece trovare ridicolo perfino il pensiero di una ricerca interiore. In genere ci si avvicina ad una qualsivoglia religione per tre motivi:

1. Socio-culturali: sono nato in un paese cristiano, la società (famiglia, amici eccetera) si aspetta che io sia cristiano.

2. Una forte spinta interiore: ci si nasce, non importa ciò che accade nel corso della nostra vita, se siamo ricchi o se siamo poveri, belli o brutti, magri o grassi, occidentali od orientali; se nel nostro cuore è depositato il seme della spiritualità, prima o poi germoglierà.

3. Abbiamo o stiamo tuttora vivendo una situazione personale che ci affligge e cerchiamo aiuto.


La vera ricerca è sempre legata agli ultimi due punti, nel primo caso siamo più spesso (sebbene non sempre) vicini all’abitudine che sfocia nella curiosità.

Se invece sentiamo che c’è qualcosa di più di ciò che appare ai nostri sensi o se vogliamo capire il perché di certe cose successe a noi o ad altri, allora la ricerca porterà necessariamente a confrontarsi con qualcosa di spiacevole, situazioni che urlano un “perché” a gran voce ed in ogni direzione; al rendersi conto di eventi o condizioni INDESIDERABILI, siano esse vissute in prima persona, siano esse constatate nel mondo intorno a noi.


Da qui ha inizio l’autentica ricerca, il Cammino Spirituale verso una comprensione profonda ed autentica di tutto ciò che esiste, il Sentiero verso il Vero.

Ogni sentiero è costituito da tappe e nel cammino Spirituale la prima di queste tappe è il Rifugio. Non importa a quale religione ci si avvicini, gli Insegnamenti in essa contenuti unitamente ai Profeti, Santi e Maestri che li hanno esposti rappresentano il nostro Rifugio.

In ambito Buddhista, il Rifugio viene espresso dal Maestro Principale e Fondatore della Dottrina, il Buddha Sakyamuni; dal Suo Preziosissimo Insegnamento, il Dharma; e dalla comunità spirituale, sia essa fisica e/o composta da Divinità e Deità, Maestri del passato che hanno già lasciato il corpo e si trovano ora nelle Meravigliose Terre Pure. Questo terzo aspetto è noto come il Sangha.

Tutti e tre, nella loro completezza, vengono chiamati I TRE GIOIELLI, in quanto insieme hanno il potere di liberare ogni singolo essere da ogni tipo di sofferenza.


Potrebbe esistere qualcosa di più prezioso?


Nei Testi si parla della “Pietra che realizza tutti i desideri”, un gioiello in grado di esaudire ogni desiderio materiale portando grandi benefici mondani e che proprio per questo non sarebbe in grado di liberarci dalla sofferenza.


I Tre Gioielli sono quindi molto più Preziosi di un oceano di pietre che realizzano i desideri.

Chi si avvicina al Dharma è colui o colei pur non comprendendone il significato più profondo, riconosce l’esistenza della sofferenza e per tale motivo cerca di liberarsene.

Per riuscire a realizzare il suo Scopo, riconosce nel Buddha un Essere Meraviglioso, un Vittorioso che ha raggiunto la liberazione; nei suoi Insegnamenti trova la Guida per ottenere la medesima condizione; nelle Divinità e nei compagni di studi trova il sostegno necessario lungo il Sentiero.


L’intera essenza dei Tre Gioielli è condensata e magnificamente espressa dal Maestro che ci conferisce i Voti della Presa di Rifugio e gli Insegnamenti, sia da laici che da monaci.

La sola recitazione della Formula, di per sé non comporta il vero accesso al Sentiero di Buddha, il divenire Buddhisti per così dire; perché ciò avvenga è necessario incontrare un Maestro, chiedergli di accettarci come discepoli e di conferirci i Voti di cui abbiamo parlato poco fa.


La ricerca del Maestro non è argomento di questo articolo, ma permettimi di ricordarti che non si tratta di incontrare un tizio vestito da monaco e ritenere che egli sia un maestro.

Bisogna prima verificare il suo stile di vita ed altre cose.

Recitare quindi la Formula della Presa di Rifugio prima di ogni Pratica ha il duplice scopo di ricordare e confermare l’Impegno dei Voti presi (la totale devozione al Maestro ed alle sue parole, antidoto di ogni sofferenza), e di predisporre la mente ad uno stato ricettivo e calmo che permetterà il verificarsi di tutti i piccoli e graduali passi fatti sul Sentiero.


Chi invece non abbia ancora preso tali Voti, recitando con sincerità la formula troverà un grande beneficio dato da una sensazione di tepore al centro del petto e dalla calma che pervaderà la sua mente.

Recitare il Rifugio richiama questo e molto altro alla mente del Praticante e per tale motivo, questa parte è essenziale all’inizio di ogni Pratica allo scopo di sviluppare una buona motivazione. Nel prossimo articolo vedremo insieme alcune delle Qualità di Buddha e dei Tre Gioielli in generale, riflettendo sulle quali è possibile sviluppare Fiducia in loro ed accrescere così il potere della nostra Presa di Rifugio.


Che tutto sia di auspicio.


Dharma Teacher Paolo










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